It seems hopeless. How can the newspaper industry survive the Internet?
Se lo chiede il Time per bocca di Michael Kinsley, rilanciando la ormai vecchia querelle ‘internet ucciderà o meno la stampa’ su siti e blog.
Tra le risposte mi tenta quella di TechDirt: abbandonata la follia di riversare il giornale sul web più o meno così com’era, la strada da seguire è la personalizzazione. Ma anche sconfinare ampiamente nel citizen journalism, attingendo alle risorse dei lettori. Lo ha fatto e lo sta facendo la Bbc.
Come corollario di tutto ciò sta la necessità di sfruttare il mezzo, di arrichire i contenuti con approfondimenti e rimandi. Con link anche (soprattutto) esterni. Diventare una specie di hub, insomma, un crocevia da cui scegliere agevolmente il proprio percorso informativo.
Anche se, per alcuni, questa è ancora fantascienza. Penso agli editori belgi che non vogliono essere indicizzati e linkati da Google News (ne parla qui il mio amico Mastrolonardo).
Altro che personal news!
technorati tags:giornali, citizen_journalism
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Settembre 28, 2006 alle 2:30 am |
Una possibilità su cui sto lavorando è la free press. Il progetto Rifletto http://www.rifletto.it è un magazine in carta patinata che tratta temi di divulgazione scientifica, metereologia, turismo e tecnologia distribuito in areoporti e stazioni ferroviarie oppure scaricabile dal sito. Rigorosamente gratuito.
E’ una grande sfida. Vediamo se funzionerà.
Settembre 28, 2006 alle 7:52 pm |
Non conosco molto la realtà della free press. Però il tipo di argomenti di cui si occuperà il tuo progetto sembra interessante. Divulgazione scientifica e tecnologia mi sembrano decisamente settori in crescita, che acquistano sempre più spazio sui media nuovi e tradizionali.