Contenuti e aggregazione: dove pende la bilancia

By karolla

Raccogliere pubblicità attraverso il contenuto altrui è necessariamente un atto predatorio? Se pensiamo a Google si dovrebbe rispondere tutt’altro, dal momento che il servizio fornito non solo è utile per gli utenti, ma anche per gli stessi possessori dei contenuti originali. Pensiamo a Google News e alla visibilità (un vero e proprio valore aggiunto) che conferisce alle fonti citate (e linkate). 

Non tutti però la pensano in questo modo, come dimostra il caso degli editori belgi che hanno fatto causa al noto motore di ricerca. Ora la fobia verso l’aggregazione di dati altrui si sta espandendo ad altri ambiti. A scendere in campo è Jason Calacanis, fondatore di Weblogs (oggi assorbito da Aol), che tuona contro gli gli aggregatori Rss, in particolare contro quelli che piazzano pubblicità vicino ai feed del suo sito. La minaccia è di una pronta querela.

Ma se questo è il ragionamento, si chiedono allora quelli di TechDirt, non sarebbe un problema anche leggere questi feed attraverso Gmail o il browser Opera, visto che sfoggiano inserzioni pubblicitarie?

Perhaps it’s not that surprising, but it’s a bit upsetting to still see so many people having difficulty with the idea that having others increase the value of your content is a good thing.

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Una Risposta a “Contenuti e aggregazione: dove pende la bilancia”

  1. Se i belgi fanno scuola « mastroblog Dice:

    [...] Oltre che nella vicenda degli editori belgi (dove è palese, per altro, quel che Freud avrebbe definito impulso di morte), la questione dei contenuti sul web, della loro distribuzione, riaggregazione e associazione alla pubblicità lontano dal luogo di origine è più viva che mai. Lo segnala Carola Frediani, riprendendo e commentando la protesta di Jason Calcanis contro gli aggregatori Rss che sfruttano i suoi contenuti per vendere pubblicità. [...]

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