Come ogni anno la Sonoma State University (California) pubblica una sua lista delle notizie più censurate sui giornali americani tra il 2005 e il 2006. Si tratta di temi o episodi importanti che invece, specie sui mainstream media, passano quasi inosservati.
La lista è interessante: si parla dell’Halliburton che ancora nel 2005 vendeva componenti per un reattore nucelare all’Iran; ci sono gli oceani sempre più caldi, e oltretutto devastati da pesca indiscriminata e inquinamento; c’è l’aumento del numero di poveri e homeless negli Stati Uniti… Ma soprattutto ci sono due notizie che riguardano il mondo della tecnologia.
La prima è la guerra in corso sulla net neutrality, un tema che riguarda il futuro di internet, la sua accessibilità, la natura aperta, democratica e decentrata della rete. Sui grandi network americani, dice la ricerca della Sonoma State University, se n’è parlato pochissimo. Per di più quel poco che si è detto è stato inserito in un quadro impreciso, anzi, fuorviante. Si è fatto passare i sostenitori della net neutrality per dei fanatici della regolazione di internet, come se, invece di garantire la libertà di accesso alla rete, volessero imbrigliarla.
La seconda news tecnologica più censurata è però ancora più inquietante, ed ha a che fare con la Repubblica Democratica del Congo. Questo Paese, a partire dalla metà degli anni ’90, proprio in coincidenza con il boom high-tech, è stato devastato da una serie di guerre – appoggiate dalle potenze occidentali – per il controllo delle risorse minerarie. Il Congo è infatti ricco di oro, rame, cobalto, ma soprattutto niobio e coltan. Quest’ultimo è diventato un minerale strategico per le sue applicaizoni ultratecnologiche, in particolare nell’industria dei cellulari.
La sabbia nera esce quindi dal Paese centrafricano lacerato da vari eserciti (via Rwanda), viene acquistata da mercanti stranieri, e alla fine, dopo essere stato trattata, finisce negli stabilimenti di produttori come Nokia, Motorola, Compaq e Sony.
technorati tags:news, censura, stati_uniti, high-tech, congo, net-neutrality
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novembre 10, 2006 alle 11:28 pm |
[...] Di ritorno dalla Sardegna. Stanco morto. Giusto il tempo di una veloce segnalazione: come ricorda (e commenta) Carola, la californiana Sonona State University ha pubblicato il suo annuale elenco delle news più censurate dell’anno. Dove per censura si deve intendere qualcosa di più raffinato rispetto al divieto di pubblicazione imposto da un’autorità superiore: la non adeguata evidenza data a certe news di interesse pubblico o il loro trattamento in modo eccessivamente ideologico e fuorviante. Con il risultato che notizie rilevanti restano fuori dal dibattito pubblico o vi arrivano formulate all’interno di un contesto inadeguato. [...]
novembre 14, 2006 alle 2:54 am |
[...] Ad ogni modo, vincendo il nervosismo che mi avrebbe indottoad abbandonare il sito dopo 3 minuti, segnalo (via Slashdot), che tra i 50 nominativi scelti dal periodico c’è anche Tim Wu, menzionato per la sua attività di studioso e di attivista in favore della cosiddetta network neutrality. Da notare che proprio la questione neutralità della rete è stata recentemente inclusa dal Project Censored della Sonoma State University tra le news più censuare negli Stati Uniti nel 2006. Secondo Scientific American, Wu è stato in prima fila “nell’articolare e riarticolare il valore della neutralità”. [...]
novembre 17, 2006 alle 9:58 pm |
[...] Tra la lista dei papabili (un triste squarcio sulle collusioni tra giornalismo, politica e pr) vorrei segnalare la propaganda alimentata intorno alla net neutrality (a quanto pare aveva ragione la Sonoma University a rilevare come la neturalità della rete fosse uno degli argomenti più censurati sui media americani). [...]
dicembre 3, 2006 alle 11:19 pm |
[...] Leggo su Freddyblog una lista delle notizie più censurate sui giornali americani. Immagino che quella che mi ha inquietato di più potrebbe stare benissimo anche in una lista analoga italiana: La seconda news tecnologica più censurata è però ancora più inquietante, ed ha a che fare con la Repubblica Democratica del Congo. Questo Paese, a partire dalla metà degli anni ‘90, proprio in coincidenza con il boom high-tech, è stato devastato da una serie di guerre – appoggiate dalle potenze occidentali – per il controllo delle risorse minerarie. Il Congo è infatti ricco di oro, rame, cobalto, ma soprattutto niobio e coltan. Quest’ultimo è diventato un minerale strategico per le sue applicaizoni ultratecnologiche, in particolare nell’industria dei cellulari. [...]
dicembre 24, 2006 alle 12:34 am |
Complimenti per il blog veramente interessante ti invito a vedere il mio http://newsfuturama.blogspot.com/ ciao e buon natale