Reputazione, verso la dittatura della maggioranza anonima

La reputazione online è un po’ come i motori di ricerca: in molti la considerano una vena ricca d’oro, anche se gli unici che finora hanno scavato con successo sono stati quelli di eBay (e di Google per quanto riguarda i search engine).

Tra le start-up che tentano di fare della reputazione l’oggetto centrale della loro attività c’è ora anche Gorb, un servizio in cui è possibile dare un voto o scrivere un commento sulla condotta personale o professionale delle persone. Con un dettaglio quintessenziale: l’impunito anonimato garantito ai votanti. I votati invece (sotto forma di indirizzo mail) con buon viso devono incassare elogi e improperi, voti alti o bassi.

Tralasciando l’aberrazione di quantificare numericamente una reputazione personale, l’aspetto più sadico del servizio è il seguente: non è necessario iscriversi, come in qualsiasi altro servizio online, per decidere di testare la propria reputazione dandola in pasto alle folle internet; qualcun altro può farlo per noi. Basta infatti inserire l’indirizzo mail del predestinato, e votarlo.

E, ovviamente, è impossibile cancellarsi dal servizio, una volta che si è stati.. come dire…. “nominati”.

Per i fondatori di Gorb non ci sarebbe nulla da temere. Il loro servizio rispecchierebbe la vita reale… E’ vero però che nel mondo offline anche le malelingue più scatenate devono metterci la faccia, se non con il destinatario dei loro strali, almeno con chi dovrebbe stare ad ascoltarle. O vogliamo rivalutare le lettere anonime?

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Un pensiero su “Reputazione, verso la dittatura della maggioranza anonima

  1. Ciao Carola,

    Sono sempre daniele, ti scrivo ora dalla Germania sono arrivato lo scorso venerdi.
    Ho visto che molti dei tuoi posto non hanno commenti :-(
    e’ una tua scelta volontaria di non pubblicizzare il tuo blog o….? io ritengo che i topic siano interessanti ma l’assenza di commenti un po mi rattristisce!
    by the way, a Singapore tra un centro commerciale a 6 piani e l’altro a 12 piani se ne vedevano di persone che giravano intorno non comperavano molto perche’ erano quelle che secondo lo studio americano hanno un basso salario, molto tempo a disposizione per girare tra i mall e non poter comperare molto.
    dopo 5 giorni in quella prigione d’orata sono stato veramente felice di abbandonarla.
    un saluto

    daniele

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