Treno Genova-Treviso. Ovvero Genova-Milano, Milano-Mestre, Mestre-Treviso. Insomma, sei ore di viaggio e 4 stazioni ferroviarie.
Ma è nella tratta tra Milano e Mestre che ho percepito qualcosa di strano: una sorta di deja-vu, di ritornello, di mantra postmoderno che mi ha inseguito lungo i binari. Mi ci è voluto qualche secondo per realizzare a cosa era dovuto: le televisioni. O forse dovrei dire i monitor. Si inizia con la stazione di Milano Centrale. Lungo le banchine dei binari, nell’attesa annoiata del proprio treno, degli schermi piatti appesi sul nulla riproducono spot pubblicitari. Parole, frammenti di canzoni. In serie ciclica, come a sgranare un rosario. Sempre gli stessi, non saranno più di dieci. Il loro suono metallico aggiunge un che di spettrale e allucinato, un tocco alla Blade Runner, a una stazione già poco allegra.
Prendo il treno per Mestre, passano i campi e le fermate. A una di queste – forse Brescia – dalle porte aperte filtrano gli stessi suoni, le stesse parole, gli stessi moncherini di canzoni. Nello stesso identico ordine.
Il treno riparte e si arriva infine a Mestre. Mentre aspetto la coincidenza per Treviso ecco di nuovo i monitor, coi medesimi insopportabili spot. E’ impossibile sfuggirgli, dato che stanno a ridosso dei binari; impossibile ignorarli, dato che ripetono ossessivamente le stesse sequenze nonsense, che s’inchiodano nel cervello e restano come un triste presagio sul futuro della nostra società.
E allora anche questo blog, FreddyBlog, ha deciso di lanciare la sua personale richiesta di moratoria: una sospensione di queste pubblicità martellanti, invasive, inutili e alienanti. Già dobbiamo sopportare treni sporchi, coincidenze fortuite, servizi scadenti. Lasciateci almeno in pace quando stiamo sulle banchine.
Insomma, spegnete quei monitor!
gennaio 23, 2008 alle 12:03 am |
La cosa “divertente” è che in molte stazioni poi mancano i monitor informativi.
Non sai quante volte ho avuto moti di vandalismo verso quegli affari.
gennaio 24, 2008 alle 2:24 am |
I videogiochi violenti sono la valvola di sfogo per l’industria informatica in crisi, offerta dal Dipartimento della Difesa USA, per preparare una base di reclutamento di mercenari tra i presenti adolescenti, che cresceranno….
Molte altre cose vengono dette esistere, per soddisfare un ‘mercato’, ma sono in realtà rispondenti ad un disegno più strategicamente definito, quello dell’utopia di H.G.Wells, di Aldous Huxley, B. Russell, ecc.
Aldous Huxley, nel suo saggio del 1958 “Ritorno al Mondo Nuovo”, in cui esaminava quanto di ciò da lui auspicato (non ‘previsto’) nel 1931 si fosse già realizzato, scriveva a proposito dell’uso dell’ipnopedia da parte di un futuro dittatore moderno:
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La TV di Mike Buongiorno fu un germe dentro una televisione che alfabetizzò, perfino! Ora tutta la TV è di coloro che innestarono Mike. Il Grande Fratello è un programma che serve a far piacere, col sorriso sulle labbra e la vaselina nell’ano, il Grande Fratello orwelliano. Ridendoci sopra, il pericolo sembra meno terribile, no?
Così, ora abbiamo gli spot pubblicitari (“il mercato”!) nelle stazioni. Ma nulla toglie che, quando “il mercato” sarà ancor più maturo (o più marcio – a voi la scelta), quei TV mostreranno anche la propaganda di regime, sarà esso soffice o duro.
Tutto questo per dire, che il problema non è in un aspetto locale, o settoriale.
Queste sono tendenze, in parte realizzate, in parte irrealizzabili. Ma la tendenza è chiara: essa è da intendersi a livello strategico. Che cosa vogliamo che diventi l’Italia? e il mondo?
Quando il crac finanziario avrà fatto delle nostre istituzioni un bel polpettone, chi riorganizzerà il sistema economico?
Il problema dell’intontimento dovuto alla TV e agli spot, a mio avviso, deve essere inquadrato soltanto in questo contesto: come fare, nel più breve tempo possibile, ad educare la popolazione, in modo che sappia reagire al crac in modo razionale, e lo sappia sfruttare per creare un mondo migliore, ancihé cadere nella trappola di tanti piccoli hitlerini, che aspettano il ‘la’ per fare la loro parte?
Che cosa chiedere di alternativo, per la TV, affinché la gente si riprenda rapidamente dallo stordimento?
In ultima analisi: come permettere agli Italiani di confrontarsi per tempo con il programma del Movimento di Lyndon LaRouche (www.movisol.org)?
Flavio
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PS: non dimentichiamo che colui che ora gracida: “la situazione non è buona”, e spara a zero sui “cattivi amministratori”, prese molti miliardi di lire per uno spot con cui si inaugurarono le privatizzazioni delle ferrovie.
gennaio 24, 2008 alle 2:26 am |
La citazione di Aldous Huxley è stata scartata dal server, forse a causa di qualche carattere inappropriato.
Eccola:
[da "Ipnopedia"]
Dal punto di vista dell’ipnopedia i fanciulli son migliori soggetti che non gli adulti, e di questo fatto profitterà certo l’aspirante dittatore. Durante il pisolino pomeridiano i fanciulli in età da asilo infantile verranno sottoposti al trattamento ipnopedico. Per i bambini più grandi, e particolarmente per quelli che già sono nelle organizzazioni di partito – ragazzi e ragazze che da grandi diventeranno dirigenti, funzionari, insegnanti – ci saranno scuole-convitto dove a eccellenti corsi diurni si accompagnerà l’insegnamento notturno, durante il sonno. Per ciò che riguarda gli adulti, particolare attenzione andrà agli ammalati. Come ha dimostrato Pavlov molti anni or sono, un cane robusto e resistente acquista assoluta suggestionabilità dopo che ha sofferto d’una malattia debilitante. Il nostro dittatore farà in modo che gli ospedali abbiano tutti un perfetto impianto diffusore. Un’operazione di appendicite, un parto, un attacco di polmonite o di epatite diverranno altrettante occasioni per un corso intensivo di vera fede e di lealtà, per ribadire i principi dell’ideologia dominante. Prigioni, campi di lavoro, caserme, navi, treni e aerei notturni, squallide sale d’attesa al capolinea dell’autobus e alla stazione ferroviaria: tutti offrono un potenziale pubblico coatto. E anche se i suggerimenti ipnopedici forniti a questo pubblico coatto avessero un’efficacia non superiore al 10 per cento, i risultati sarebbero tuttavia ragguardevoli e, dal punto di vista del dittatore, graditissimi.
gennaio 29, 2008 alle 8:48 pm |
[...] quel modo ti vieti anche l’ascolto dei necessari annunci sonori e perdi il treno. Mi conforta non essere solo nella protesta. Ma come si reagisce? L’unica magra contromisura che mi sia venuta in mente: non [...]
febbraio 22, 2008 alle 11:16 pm |
anche a me quegli schermi, unitamente alla mancanza di quelli informativi, fanno clinicamente impazzire di rabbia!!!
ma non si puo’ scrivere una lettera da qualche parte o spaccarli tutti?
oh che libidine fisica che provo all’idea di tirarci delle pietre e vederli scintillare, fumare mentre vanno in frantumi con tutti i pezzi e le schegge per terra.
sto gia’ meglio..
ora che sto meglio, ma chi cazzo e’ responsabile dell’ideona? “Grandistazioni” o come cavolo si chiama? ma chi e’ a capo poi? qualcuno lo sa?
maggio 23, 2008 alle 8:04 pm |
Già le nostre stazioni, sono dotate di una segnaletica insufficiente, posizionata male e spesso in preda alla variante creativa, tanto per incasinare di più.
Adesso ci mettono anche la pubblicità ossessiva.
Ieri a Milano: 10 minuti di attesa in metropolitana, più 20 minuti di attesa in stazione mi hanno fatto venire il mal di testa, oltre a crearmi un vero senso di vertigine da difficile orientamento.
Possibile che io non possa decidere se voglio o non voglio essere invasa da messaggi pubblicitari?
C’è una zona in stazione, luogo pubblico, in cui io posso non essere perseguitata dalla pubblicità, che è privata?
Quando poi ho visto un’intero fianco del Duomo di Milano coperto dalla pubblicità di un profumo, pur non essendo io religiosa, ho pensato che non ci sarebbe più scampo nemmeno nel silenzio di una chiesa.
maggio 23, 2008 alle 8:12 pm |
l’unica cosa che mi conforta è sapere che ci sono molte persone a cui queste intrusioni proprio non vanno giù (come del resto dimostrano su scala ultrapiccola i commenti a questo post). Forse bisognerebbe fare un sito, una petizione, un movimento contro l’invasione della pubblicità nella nostra vita pubblica, specie nei luoghi in cui non possiamo proprio sfuggirle…
giugno 25, 2008 alle 3:30 pm |
come si può fare qualcosa? se qualcuno ha idee le proponga. anche io ho pensato ad azioni di cultural jamming (vernice), ma le stazioni sono piene di telecamere e pare impossibile opporsi a questa violenza; che è tale su noi adulti, forse capaci di sfuggirla, e ancor peggio agisce sui bambini; al mio, di tre anni, non faccio guardare la televisione anche per permettere che venga bombardato dalla pubblicità. qualche giorno fa abbiamo preso il treno, che era in ritardo, e abbiamo recuperato ampiamente…
giugno 27, 2008 alle 2:38 pm |
secondo me bisognerebbe iniziare con qualcosa dall’impatto basso e quindi dalle possibilità di coinvolgimento più ampie: una sana vecchia petizione? il cultural jamming è molto bello ma rischia di essere elitario…
ottobre 3, 2008 alle 2:57 am |
Trovo che la pubblicità sonora sia una vera violenza! Devo poter decidere di assorbire o meno una pubblicità, invece in questa maniera sono costretto a sorbirmela.
ottobre 20, 2008 alle 9:29 pm |
sono proprio stufa. ho creato la petizione! avoi diffondere e firmare…
http://firmiamo.it/controglischermipubblicitarinellestazioni
dicembre 17, 2009 alle 2:11 am |
specialmente in una pubblicità dove il bambino che canta “tomoooorrow, tomooooorrow…..”ecc ecc è allienante!
giugno 26, 2010 alle 7:09 pm |
ma si puo fare qualcosa contro questi spot? Una class action, per esempio…la pubblicità sonora è una violenza inaccettabile!
agosto 7, 2011 alle 6:01 pm |
proverò ad andare in stazione con un telecomando per vedere se è possibile spegnere i malefici televisori. Dubito che possa funzionare visto che gli schermi sono incorniciati ma sicuramente vale la pena. Per i bar con televisori molesti il trucco funziona eccome }:-]