Fastweb, attivazione infinita

Rimango sempre allibita quando un’azienda si comporta come se non fosse interessata all’acquisizione di nuovi clienti. Mi chiedo se non sia l’ennesimo di quei tratti di italianità di cui faremmo bene a liberarci. Lo dico perché le esperienze che ho avuto all’estero di attivazione di servizi filavano lisce come l’olio.

Sta di fatto, e qui vengo al casus belli, che da oltre un mese sto cercando invano di passare da un operatore telefonico (Vodafone) a un altro (Fastweb), senza esserci riuscita. Sinceramente ancora non ho capito quale sia il problema, e soprattutto nessuno mi ha mai detto che ci potesse essere un problema: semplicemente l’attivazione veniva rimandata di dieci giorni in dieci giorni, per difficoltà sempre diverse a seconda dell’impiegato di call center con cui parlavo.

Ironia della sorte, proprio per agevolare il passaggio, inizialmente ho aperto la pratica attraverso un rivenditore di Fastweb, un commerciale in carne e ossa. Ma a quanto pare non è servito a nulla, se non a complicare la faccenda. Morale della favola: quando passate a un nuovo operatore chiedetegli subito dei tempi certi e precisi di attivazione. Se non ve li danno o non li rispettano, tanto vale provare subito con un altro.

Se i soldati ballano Lady Gaga

Lady Gaga contro Kesha. Il conflitto israelo-palestinese ha preso una piega pop, scompigliando entrambi i fronti. Tutto ha inizio con un video diffuso su YouTube qualche giorno fa, dove si vedono sei soldati israeliani che interrompono un pattugliamento per le strade di Hebron per “improvvisare”  – si fa per dire, vista la studiata coreografia – un balletto

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Il volo? Te lo suggerische la chat

Vorrei un low-cost Milano Parigi con partenza domani e ritorno il 20 sera». Sarebbe comodo avere un’amica che lavori in un’agenzia di viaggio per ricevere l’imbeccata giusta, via chat, ogni volta che si desidera cercare un volo dell’ultimo minuto. E che in un secondo, rispondendo al nostro messaggio, selezioni una serie di opzioni adatte, dalla più economica in poi. Ebbene, ora ogni utente web ha quell’amica; sempre che si accontenti di un software. Si chiama Travel Cyborg ed è un motore di ricerca per voli in linguaggio naturale («il primo al mondo del genere», specificano i suoi creatori) che funziona via messenger. Lo lancia martedì 13 luglio (ma è attivo già da oggi) Europe Low Cost, sito di comparazione prezzi nel settore viaggi.

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Google, dottore imperfetto

Mai prendere per oro colato i risultati di un motore di ricerca. Una regola che dovrebbe essere sempre valida, soprattutto se si stanno cercando informazioni mediche. Perché quanto appare anche tra i primi link di un search engine potrebbe essere incompleto oltre che distorto da interessi commerciali.

È quanto afferma uno studio – pubblicato nell’edizione di luglio del Journal of Bone and Joint Surgery – che ha esaminato i primi dieci risultati su Google e Yahoo! per una serie di comuni problemi di medicina sportiva.

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La lezione di Firefox

Li si poteva incontrare tra i banchetti equosolidali di Terra Futura, la mostra-convegno sulla sostenibilità sociale e ambientale appena conclusasi a Firenze. O, mesi addietro, tra le banane fair-trade e il cotone biologico della fiera milanese Fa’ la cosa giusta. Solo che loro non vendono nulla. Né hanno in esposizione qualcosa di tangibile. Il loro manufatto è un software, creato da un’organizzazione “artigianale” di migliaia di volontari.

Un programma che non solo è ormai conosciuto in tutto il mondo, ma è stato in grado di incunearsi nel muro di gomma di Microsoft, che oltre ad essere un colosso commerciale era il monopolista di fatto del mercato dei browser. Quel software, l’avrete già capito, si chiama Firefox.

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I mondiali del tradimento

Se i Mondiali sudafricani hanno regalato agli italiani solo una bruciante disfatta sui campi da calcio, pare che non sia andata meglio nella penombra delle camere da letto. Almeno a giudicare dai dati rilasciati da Gleeden.com, un sito di appuntamenti online specializzato in incontri extraconiugali; sì insomma, il buon vecchio adulterio. Ancora i tifosi tricolore avevano in mente il faticoso arrancare della Nazionale davanti agli agili slovacchi, che la piattaforma di dating online comunicava di aver registrato un aumento record di nuove presenze femminili in concomitanza con i Mondiali: per la precisione, un 59 per cento in più di iscrizioni rosa. Numeri da prendere con le pinze, proprio perché comunicati dallo stesso sito, ma che forse qualche fondamento di verità ce l’hanno.

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Obama e la legge ammazza internet

L’hanno ribattezzata Internet Kill Switch, l’interruttore ammazza Internet. O anche, con mirabile miscela di concisione e ironia, Kill Bill, ovvero la proposta di legge (bill) che potrebbe fare a pezzetti l’indipendenza della Rete. In nome, beninteso, della sicurezza nazionale americana. Si tratta del provvedimento sulla Protezione del cyberspazio come risorsa nazionale (Protecting Cyberspace as a National Asset Act) appena approvato dalla Commissione per la sicurezza nazionale e gli affari governativi del Senato Usa, e quindi in pole position per incassare il sì dell’assemblea.

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Ancora accuse per Google

Alla fine le mappe di Street View hanno portato Google in un vicolo cieco. E a uscirne in retromarcia anche il panzer di Mountain View potrebbe finire ammaccato. Dopo le polemiche senza frontiere che hanno investito il servizio di mappatura digitale del motore di ricerca, accusato di violazione della privacy per aver raccolto informazioni sulle reti Wi-Fi incontrate lungo il percorso dai veicoli che fotografano le vie, ora è il turno di Canberra.

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Social media editor cercasi

Blogger appassionati e comunicatori online di lungo corso, prendete nota: il New York Times cerca un nuovo community and social media producer da affiancare alla propria redazione. I requisiti ideali? Un giusto equilibrio tra capacità di valutazione delle notizie, conoscenze tecniche, esperienza con i mondi di Twitter e Facebook. E ovviamente, una forte propensione a lavorare in gruppo e rapidamente. Tra i compiti di questa nuova posizione rientrano la supervisione dei commenti, delle foto e dei contenuti generati dagli utenti; il coinvolgimento dei lettori attraverso idee nuove e creative; la stesura di standard efficaci per la gestione e moderazione dei contenuti dal basso; e la definizione di strumenti e strategie per l’utilizzo dei social media insieme agli informatici.

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E la legge bavaglio fa il giro del mondo

E meno male che con il governo Berlusconi “l’immagine dell’Italia all’estero è migliorata”, come continua a dire il presidente del Consiglio. Da tre giorni il nostro Paese è tornato sulle prime pagine dei quotidiani stranieri, con un nuovo prodotto “made in Italy” di cui si teme l’esportazione: la Gag Law, altrimenti detta ley mordaza, loi-bâillon o Knebel-Gesetz.

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Se le corna sono condivise online

Il web sociale e partecipativo di per sé non è sempre sinonimo di nobili sentimenti e azioni cristalline. A furia di smuovere le acque di internet, prima o poi, del torbido emerge. È il caso di CheatConfession.com, l’ultimo dei siti che sbattono in home le vicende personali e delicate dei loro utenti, pronti a confessarsi pubblicamente e senza remore grazie allo scudo dell’anonimato. In questo caso il tema centrale della piattaforma è il tradimento, vivisezionato in tutte le sue sfaccettature e considerato da diverse prospettive. In primo piano ci sono ovviamente mariti, mogli e partner infedeli, che possono confessare le proprie malefatte e togliersi un peso dalla coscienza.

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La rivolta dei geek contro Facebook

E’ stata la protesta delle tecno-star, la sollevazione dei geek, il gran rifiuto degli ‘smanettoni’. Comunque lo si chiami, è stato un fenomeno politico-sociale che non si vedeva da tempo. Numerosi esperti di tecnologia, dai fuori classe della programmazione ai guru della rete, dai giornalisti tech agli imprenditori della Silicon Valley, si sono mobilitati in modo energico, a volte eclatante, manco fossero attivisti di Greenpeace, accomunati da un solo obiettivo: attaccare Facebook. Non che mancassero le ragioni: mai come nelle ultime settimane il social network da 500 milioni di utenti si è tirato addosso tante critiche a causa della disinvoltura con cui gestisce le regole sulla privacy relative ai propri utenti. Ne hanno parlato tutti, a partire dai media, che finalmente hanno trovato la gallina dalle uova d’oro del giornalismo tecnologico, un servizio web noto ai più dove, volendo, si trova ogni giorno qualche fatto forzatamente notiziabile.

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Social network di nicchia

Sebbene siano in continua crescita, anche piattaforme come Facebook o MySpace possono venire a noia. Troppo popolari, generaliste, indifferenziate. Gli utenti di social network che siano stufi del solito trantran di amicizie, attività, aggiornamenti e poke possono dunque provare servizi online più di nicchia. Dove la teoria della coda lunga di Chris Anderson viene applicata al vivace mondo delle reti sociali. Il magazine online Networkworld ha passato in rassegna  i social network più strani o specifici

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Editori nativi digitali

(Articolo pubblicato su Chips&Salsa, rubrica di Alias, supplemento del manifesto del 15 maggio 2010)

Il protagonista del romanzo ha una pistola puntata contro. In pochi secondi deve scegliere se lanciarsi dalla finestra o affrontare l’avversario. Ma non sarà lui a prendere la decisione. Lo farà, al suo posto, il lettore. Inizia così, con una fuga rocambolesca nel campus della università di Boston – ma anche con un lungo flashback, a seconda del bivio intrapreso dopo poche pagine da chi legge – Chi ha ucciso David Crane?, giallo postmodernista di Fabrizio Venerandi. Che sottopone il lettore a una continua richiesta di interazione: scappare infilandosi sotto i rovi o fermarsi e arrendersi? Svoltare a destra o a sinistra? Parlare con l’interlocutore o mettersi a ricordare un fatto del passato?

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