Cataclismi, la mappa delle tragedie annunciate

Più della metà della popolazione mondiale è a rischio di qualche cataclisma naturale. Un rapporto prodotto da ricercatori di diversi enti ed istituti – dalla Columbia University al Norwegian Geotechnical Institute alla Banca Mondiale – disegna la mappa delle tragedie annunciate, un planisfero segnato dagli “hotspots”, i punti caldi che sono esposti alle manifestazioni naturali più violente: terremoti, eruzioni vulcaniche, cicloni, ma anche siccità e alluvioni.

Secondo il report – intitolato Natural Disaster Hotspots: A Global Risk Analysis – sono 3,4 miliardi le persone che vivono in aree critiche, dove cioè la “furia degli elementi” potrebbe abbattersi con esiti significativi. Tra i Paesi più in pericolo, spicca Taiwan, candidata a vincere il triste scettro dell’area con maggior percentuale di popolazione (73 per cento) a rischio di due o tre diversi cataclismi. Ma anche in Bangladesh, Nepal, Repubblica Domenicana, Burundi, Haiti, Malawi, Salvador e Honduras il 90 per cento degli abitanti vivono in zone dove incombono una o due tragedie naturali.

Più in generale – ma il rapporto non fa che registrare un’ovvietà – sono le nazioni più povere del mondo in via di sviluppo ad avere maggiori difficoltà nell’assorbire le conseguenze e gli effetti devastanti di catastrofi ambientali, impantanandosi alla fine in un circolo vizioso di miseria e vulnerabilità. “Con il ciclo dei disastri naturali che si ripete dopo qualche anno – commenta Maxx Dilley, ricercatore dell’Earth Institute e coautore dello studio – i Paesi in via di sviluppo si trovano in un circolo vizioso di distruzione e ricostruzione, senza la capacità di andare avanti e raggiungere uno sviluppo sostenibile. Ci raccomandiamo affinché la comunità internazionale gestisca il rischio di catastrofi come parte integrale di un piano di sviluppo e non solo come un’emergenza umanitaria”.

Fonte: The Earth Institute

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