Le intenzioni di AOL

AOL ha improvvisamente svelato il suo, per dirla alla John Battelle, ‘database delle intenzioni’ che naturalmente si è subito trasformato in un vaso di Pandora. Il fatto che una delle maggiori internet company al mondo abbia rilasciato – per errore, dicono loro – i dati sulle query effettuate da migliaia di suoi clienti è tanto grave quanto annunciato. Ormai da tempo le grandi società della Rete stanno accumulando una mole enorme di informazioni sui gusti, le preferenze e le ricerche dei propri utenti. Una bomba a orologeria per la privacy di tutti noi. Ne parla il New York Times, in un articolo che spiega come sia stato possibile risalire a uno di questi utenti di AOL – mascherato dietro a un numero che fa più che altro da foglia di fico – attraverso l’analisi ragionata delle sue ricerche web: la signora Arnold, 62 anni, proprietaria di tre cani, residente in Georgia. Questa volta è toccato a lei.

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