Gli ultimi giorni del Condor

Proprio mentre Google lavora per la messa a punto, tra qualche anno, di una sorta di truth detector contro le bugie e le affermazioni infondate dei politici, ovvero di un software capace di controllare subito la veridicità (o forse dovremmo dire la verosimiglianza?) delle promesse elettorali – che sono un po’ come quelle da marinaio – ecco che viene annunciato un altro software a sfondo politico, messo a punto dalle università americane e dall’Homeland Security Department.

Si tratterebbe, in questo secondo caso, di un programma capace di setacciare tutte la stampa e le pubblicazioni estere, individuando critiche e sentimenti ostili nei confronti degli Stati Uniti. A parte il fatto che non deve essere facile insegnare a un software la capacità di distinguere e gerarchizzare opinioni politiche (come farà a individuare il sarcasmo?), quello che trovo aberrante è l’approccio da guerra fredda, e con l’aggravante dell’approssimazione, che sottende un simile progetto.

E infatti la stampa estera e le varie Cassandre fissate con privacy e libertà d’espressione sono piuttosto perplesse. Ma il governo americano (o la Cia o chi per essi) non hanno più soldi per pagarsi dei consulenti in carne e ossa? Oh, beati i tempi dei Joe Turner (Robert Redford) dei Tre giorni del condor…

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