Una Disneyland aborigena?

Via libera ai turisti nella riserva aborigena. Il governo federale australiano vuole stracciare il diritto alla riservatezza della comunità nativa Mutitjulu, che si trova vicino al sito turistico di Ayers Rock, permettendo a chiunque di entrare nei territori assegnati loro. Fino ad oggi, polizia e assistenti sociali potevano ovviamente andarci, ma per tutti gli altri occorreva un permesso.

Quello che trovo assurdo è la motivazione data dal ministro per gli Affari Indigeni, Mal Brough, secondo il quale il provvedimento servirebbe a mettere fine all’isolamento della comunità, risolvendo quindi i suoi problemi di violenza, alcolismo e degrado sociale.

Il turismo è la nuova panacea di tutti i mali sociali. L’economia di una regione affonda? Trasformiamola in una zona turistica. Una popolazione ha una storia secolare di abusi e discriminazione? Facciamola diventare un’attrattiva turistica.

I diretti interessati, guarda caso, respingono l’idea di una Disneyland aborigena. E riconducono lo spirito dell’iniziativa governativa su ben altri terreni…

“The Australian Government wants to strip away any vestiges of Aboriginal land rights,” he said. “Asking permission to come on to land is a critical part of land rights.”

Ne parla anche il blog Absalom.

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