Intelligenza o narcisismo delle masse?

Era chiaro che prima o poi sarebbero arrivati, nello tsunami di servizi di social networking che ha travolto il web negli ultimi anni, anche siti come Twitter.com, incentrati sull’idea, anzi sulla domanda seminale: che cosa stai facendo (in questo momento)?

Uno s’iscrive, invita chi vuole e deposita, come su un diario, le tracce ordinarie della sua esistenza, in modo da tenere sempre aggiornata la comunità di amici, conoscenti o anche semplicemente iscritti al servizio. Siamo arrivati dunque alle reti sociali del nulla? Alla pochezza condivisa? Alla vuota glorificazione dell’io digitale?

Può darsi, e certo non mi iscriverò al servizio in questione, sebbene una lettura casuale dei suoi post possa anche regalare qualche suggestione, quanto meno agli storici della vita quotidiana. Ma mi colpisce la filippica di Slate che, in parte traendo spunto da simili servizi, si scaglia contro l’ego-gigantismo indotto dalla diffusione del web. C’è qualcosa nella Rete, scrive l’autore, che tira fuori il mostro egotistico nascosto in noi. Tutte queste persone che fanno siti web su se stessi, che mettono online la loro vita, le loro foto, il loro nome, il loro cane, i loro pensieri insignificanti….

Sarà che pure io ho ceduto alla riprovevole tentazione di mettere su Flickr le foto del mio cane, ma questa tirata contro l’ego delle masse internet mi suona così vecchia che sono andata a ricontrollare la data dell’articolo.

Certo, MySpace e altre vetrine del solipsismo non costituiscono un gran contributo all’umane ‘virtute e canoscenza’, ma per degli adolescenti (quali sono la maggior parte degli utenti di questi servizi) non sono neppure così infamanti. In quanto agli adulti posati, questi possono pur sempre tenersi alla larga da Twitter, MySpace, Flickr e i blog, nessuno mette loro gli spilli negli occhi perché restino a considerare i rantoli altrui.
Mentre rimane davvero prezioso quel desiderio di informarsi, di leggere e commentare le cose degli altri, di dire la propria, che è l’altra faccia del già citato narcisismo.

Poi ci sono anche quelli che, passatemi il genovesismo, sbulaccano… Ma se ne vedono davvero molti anche offline.

technorati tags:,

Blogged with Flock

6 thoughts on “Intelligenza o narcisismo delle masse?

  1. carola, io ho imparato a fregarmene dei discorsi-filippica astratti sugli strumenti in quanto tali. alla fine, ciò che conta è come vengono utilizzati. all’inizio – è già successo con i blog – spesso si prendono facili abbagli. per cui, vediamo cosa ne fanno gli utenti. se piace, si creerà valore intorno e resterà tra noi. se no, pace, ego-gigantista o meno che sia. in fondo la rete ci offre la possibilità di sperimentare e capire quello che siamo e quello che ci piace. se siamo narcisisti, voyeuristici, curiosi dell’inutile, perchè nascondercelo?

  2. Il problema non è di certo l’esistenza di siti simili che anzi andrebbero considerati positivamente se riusciranno a diventrare il luogo dove i gggiovani affetti da ipertrofia dell’ego o in cerca di sè stessi lasciano la traccia della loro esistenza invece di imbrattare tutti i luoghi pubblici che gli capitano a tiro (vedi metropolitana di Roma, per esempio).

    Il ridicolo invece sta nel fatto che molti dei soloni che girano in rete, che ggiovani non sono più, parlano di fenomeni del genere come della vera rivoluzione di internet, affannandosi a dargli dei nomi altisonanti (web 2.0 su tutti) e evocando concetti alti di democrazia partecipativa, contenuti creati dal basso e via cianciando…. quando l’unica cosa che interessa loro veramente è farne un pacco da consegnare tra le grinfie dei pubblicitari o se ci riusciressero, dei politici.

  3. in effetti è vero, quella che abbiamo di fronte è una sperimentazione di massa nella comunicazione di masse, in tutte le sue forme (anche le più strampalate, ridondanti, voyeuristiche e via dicendo). e probabilmente il fenomeno è positivo e interessante di per sé. mi chiedo però se sotto certe filippiche, per quanto acide e mal motivate, magari anche deliberatamente faziose, non si celino tuttavia delle questioni vere, tipo un’idolatria della comunicazione di per sè con tutte le sue conseguenze socio-psico-individuali. Ma sto ragionando a braccio e non ho ben chiaro dove questo ragionamento può andare a parare..:)

    inoltre è vero che molti soffiano sull’hype di questi fenomeni, ma penso anche che a volte usare delle etichette (come il web 2.0) sia un po’ inevitabile se si vuole provare a spiegare una realtà così dinamica. ritengo anche che esistano davvero degli aspetti di partecipazione dal basso che sono interessanti e che potrebbero portare a sviluppi ancora più significativi. Ma ovviamente il condizionale è d’obbligo.

    grazie delle vostre riflessioni, ciao
    carola

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...