Biotech, rivediamo la valutazione del rischio

Dobbiamo ripensare il modo in cui le biotecnologie arrivano sul mercato, poiché siamo ben lontani dal valutare appieno i loro rischi? Per Denise Caruso, pare proprio di sì.

E’ stato lanciato ieri negli Stati Uniti il libro Intervention: Confronting the Real Risks of Genetic Engineering and Life on a Biotech Planet (Hybrid Vigor Press, 2006) secondo il quale saremmo completamente impreparati a vivere in un mondo biotech.

La ragione di fondo è –  almeno secondo l’autrice Denise Caruso, veterana del giornalismo high-tech ed ex-firma del New York Times – che stiamo utilizzando metodi sbagliati e insufficienti per valutare il rischio dell’ingegneria genetica. Un vizio di fondo pericolosissimo che – combinato con gli interessi dell’industria e l’imperizia degli enti regolatori – porta sul mercato potenti prodotti biotech di cui non sono previsti i potenziali effetti collaterali.

Zanzare ingegnerizzate per essere reistenti alla malaria, microbi prodotti per ripulire sostanze inquinanti, pesci (come il salmone) con il gene dell’ormone della crescita sono tutte bombe ecologiche a orologeria dal momento che potrebbero facilmente diventare specie invasive minacciando altre piante, animali, insetti nonché l’equilibrio dell’ecosistema.

I temi tratttati nel libro di Caruso (oserei dire: il libro che avrei sempre voluto scrivere… mi mancano solo venti anni di carriera nel giornalismo tecnologico, cinque anni di New York Times e l’aver fondato un istituto no profit di ricerca sulle intersezioni tra scienza e società; dunque per ora mi limiterò a comprare e a leggere il suo) sono molti, ma questo interrogarsi sulla definizione del rischio è davvero importante: non basta dire che qualcosa è sicuro in base a quanto ne sappiamo, bisogna tenere in conto anche quanto ci è sconosciuto. E non c’è bisogno di essere scienziati per capire che l’ingegneria genetica presenta dei pericoli. Riappropriarsi della percezione del rischio mi sembra un primo passo nel dibattito sulle nuove tecnologie. Specie se in gioco c’è la materia base della vita.

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2 thoughts on “Biotech, rivediamo la valutazione del rischio

  1. I am the author of the book you mentioned, and I used a free translation link on Google to see what you’d said. It did not do a perfect job but it was good enough for me to see that you understood what I was trying to say: that we must do a much better job on risk assessment for biotech.

    I hope that you will read and enjoy the book, and that many more people in Italia and Europa will read it. I am grateful to you for writing about it. Grazie, molto grazie.

  2. Pingback: hybridvigor.net » Blog Archive » SHOOT MESSENGER FIRST, ASK QUESTIONS NEVER

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