Giornali, una cotta per i blog

Tra blog e giornali è finita l’era della diffidenza. I diari online sono ormai diventati – specie per la stampa americana – un modo economico per svecchiarsi, rilanciare la propria immagine e invischiare i lettori prima che scappino su altri lidi del web.

Questo lungo articolo dell’American Journalism Review – segnalatomi da Ubik, che ringrazio – analizza in dettaglio la sfolgorante luna di miele tra due modi della comunicazione che, a mio avviso, tendono sempre di più ad avvicinarsi e a rispecchiarsi.

A quanto pare i giornali statunitensi stanno sfornando blog come fossero varietà di ciambelle: blog su sport, politica, criminalità, via via a scendere nalla lunga coda dell’essere genitori, degli animali domestici, del bowling e via dicendo. E le modalità pratiche con cui si realizzano questi diari sono anche le più varie: scritti da giornalisti del proprio staff, da esperti o appassionati assoldati appositamente, da blogger indipendenti, da lettori che hanno proposto un progetto specifico. Ci sono editori che si buttano nella mischia senza troppi scrupoli facendo affidamento sull’informalità del mezzo e altri che si tormentano con dubbi legati alla forma, all’etica (!), ma soprattutto ai risvolti legali.

Tra i casi citati trovo molto interessante l’esperienza del Dallas Morning News, che ha dato vita a un blog scritto dalla redazione: uno squarcio sui meccanismi e i dibattiti interni dei redattori, ma anche sui loro interrogativi, sulle loro idee e idiosincrasie. Un’operazione di trasparenza che crea nei lettori anche un senso di familiarità verso i giornalisti e dunque (immagino) un conseguente attaccamento alla testata.

Di tutti i problemi sollevati – fino a che punto spingersi coi link esterni (includere solo siti ideologicamente in linea col giornale o no?); filtrare o meno i commenti; editare o no i post; come prevenire il rischio di cause legali – mi pare che quello principale sia sempre lo stesso: ovvero, per dirla con Kelly McBride (Poynter Institute), “c’è una tensione intrinseca tra il valore della velocità in un mondo online e il dovere del giornalismo di svolgere un lavoro completo e accurato”.

technorati tags:,

Blogged with Flock

Questa voce è stata pubblicata in media. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...