“La Exxon come Big Tobacco”

Tutto quello che volevate sapere sulla ExxonMobil e le sue strategie di propaganda. La più grande corporation mondiale del petrolio – acerrima nemica di chi si preoccupa del riscaldamento globale – ha messo in piedi per anni una sofisticata ed efficace campagna di disinformazione per fuorviare il pubblico in merito alla realtà del global warming. Sono cose che si sapevano, di cui ho anche già parlato. Tanto che dopo la presa di posizione della stessa Royal Society sembrerà un accanimento giornalistico.

Tuttavia, anche questa volta, la notizia è a mio avviso interessante perché l’accusa ha raccolto e messo in fila una quantità di prove schiaccianti. La Union of Concerned Scientists ha infatti appena pubblicato un rapporto massiccio e dettagliato, dal titolo significativo: “Smoke, Mirrors and HotAir: How ExxonMobil Uses Big Tobacco’s Tactics to Manufacture Uncertainty on Climate Science”, un report che mostra come, nell’arco di sette anni (dal 1998 al 2005), la multinazionale americana abbia speso ben 16 milioni di dollari per foraggiare una rete di 43 gruppi di lobbying nonché sedicenti istituti di ricerca. Un network per di più caratterizzato da tendenze autoreferenziali, in cui poltrone, posizioni e soprattutto studi scientifici si incrociano e sovrappongono, sostenendosi gli uni con gli altri per creare un effetto grancassa. Con strategie simili a quelle della famigerata industria del tabacco.

“La ExxonMobil ha prodotto incertezza sulle cause umane del riscaldamento globale proprio come le multinazionali del tabacco negavano che i loro prodotti causassero cancro ai polmoni”, ha commentato Alden Meyer, dirigente dell’UCS. “Un moderato ma efficace investimento ha permesso al gigante petrolifero di alimentare il dubbio sul global warming per rimandare l’azione del governo, così come Big Tobacco ha fatto per oltre 40 anni”.

Ma le analogie diventano delle identità nel caso di alcuni personaggi. Come per Steven Milloy, nel 1993 alla guida dell’Advancement of Sound
Science Coalition creata dalla Philip Morris per sollevare dubbi sulle
connessioni tra fumo e tumori, e nel 1998 membro del Global Climate Science Team, oltre che capo del Free Enterprise Action Institute, entrambi pesantemente alimentati dalla Exxon. E proprio in virtù di queste somiglianze il report chiede al Congresso di indagare sul comportamento della corporation petrolifera.

Mi sa che sta davvero cambiando il clima.

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