Dove ti porta il porno

Nel mondo tecnologico ci sono due correnti di pensiero: chi attribuisce al porno il ruolo di motore occulto nella commercializzazione di nuovi prodotti e chi no.

Se siete della prima scuola godetevi la seguente notizia: Digital Playground, noto produttore di film per soli adulti, avrebbe scelto l’Hd-Dvd, il formato per dischi ottici di nuova generazione sostenuto da Toshiba. La ragione? Sony, produttrice del rivale Blue-ray, sarebbe ostile all’idea di riversare contenuti a luci rosse sul suo sistema.

Vi ricorda qualcosa? (Ne parlo anche su VisionBlog).

Sempre per restare in tema di tecnologia che scotta, un’insegnante del Connecticut rischia fino a 40 anni (!) di carcere per aver mostrato in classe dei siti web per soli adulti. La difesa ha addossato la colpa di quanto accaduto a uno spyware che la donna non sarebbe stata in grado di controllare. Premesso che, se anche l’avesse fatto intenzionalmente, l’idea di condannarla a 40 anni di prigione è talmente ridicola che mi meraviglio che la stampa americana la prenda anche solo in considerazione (ovviamente deve farlo, se il rischio è reale, ma non con questi titoli…).

E tuttavia mi chiedo: se fosse stato davvero uno spyware? Anche senza sentenze khomeiniste, una vita e una reputazione rovinata.
Per un pop-up.

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