Nicchia è (più) bello

Sembra proprio che siamo entrati nell’era della nicchia. Almeno per Chris Anderson (l’autore del libro – ormai di culto – The Long Tail), secondo il quale mentre una volta i grandi marchi incorporavano aziende più piccole annullandone di fatto l’identità originaria, oggi la tendenza è completamente opposta. “Quando una grande impresa compra una azienda più piccola, spera che nessuno lo noti”.

Un’osservazione particolarmente pertinente all’economia internet 2.0, fatta di start-up dal forte potere suggestivo e soprattutto dalla solida identità comunitaria: YouTube, Flickr, Delicious sono rimasti tali anche dopo essere stati acquisiti da giganti (che pure hanno un brand ancora scintillante) come Google e Yahoo!.

Ma altre volte dietro un’acquisizione fatta in punta di piedi ci possono essere ragioni molto prosaiche. Anderson fa l’esempio delle scarpe per vegetariani di Converse, realizzate senza usare pelli animali e via dicendo. Un prodotto di un certo successo, che mira a un pubblico attento alle implicazioni ecologiche e animali, forse anche sociali. Ma chi controlla, senza dare nell’occhio, questa impresa così verde e socialmente attenta? Una vecchia conoscenza di attivisti e gruppi di boicottaggio.. nientepopodimeno che Nike.

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