Le follie dell’usabilità – al Zena BarCamp

Se appartenete a quella specie in via di estinzione che rimane a bocca aperta quando in un bancomat legge la frase “ Per versamento automatico si prega di entrare nel menù prelievo”, allora la presentazione di Roberto Dadda che ha aperto questa mattina il BarCamp di Genova avrebbe vendicato la vostra frustrazione di utenti incompresi.

Le follie dell’usabilità negata, distorta o più semplicemente mancata non riguardano però solo il mondo delle tecnologie digitali: da spremiagrumi modello treppiede a bilance lisce e scivolose ai forni con tacche di 15 minuti in 15 minuti (invece dei 10), o ascensori con pulsantiera orizzontale e via dicendo, le strade dell’illogicità sono infinite, specie se gli oggetti che ci circondano abdicano alla loro funzionalità per delle pretese di design non sempre riuscite.

Purtroppo anche i computer e il mondo internet non sono immuni da questo virus: tra i casi più celebri citati da Dadda il messaggio del Dos una volta che si stacca la tastiera: “No keyboard attached, press F1 to continue”.
A dimostrazione che i poeti futuristi non erano poi così lontani da alcuni ingegneri…

Ecco perché vale la pena di studiare l’ergonomia  e l’accessibilità, e capire che un portale con troppe cose, commenta Dadda, è come un programma televisivo con troppi ospiti. Qualcuno l’ha compreso bene e su questo ci sta anche facendo i soldi: ricordo che Google ha una responsabile che si occupa di mantenere il più possibile pulita e funzionale l’homepage del motore di ricerca.

Ad ogni modo il messaggio finale di Dadda è confortante: gli utenti allibiti non sono più una categoria minoritaria (se mai lo sono stati in effetti) e senza voce: le nuove generazioni nate nel segno di internet pretenderanno oggetti, luoghi e programmi usabili (anche se vorrei precisare che la parola stessa, usabilità, suona davvero poco usabile).

Come ha commentato la figlia piccola di Dadda, che abituata a cordless e cellulari ha inconsapevolmente strappato via il primo telefono fisso che ha incontrato, “ma perché la nonna lega il telefono al muro”?
Al grido di “ma perché” gli utenti riconquisteranno le regole della logica e della semplicità. Più che una previsione è una speranza.

technorati tags:, , ,

Blogged with Flock

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...