E il pranzo è servito…dal distributore automatico

Della caffetteria dell’università di Pittsburgh, dove ho soggiornato per un po’, non ricordo molto, a parte le luci basse; soprattutto non ricordo i menù, dei quali ho un’immagine indistinta di anemiche insalate e fette di formaggio plastificato. Ma sicuramente c’era anche qualche piatto caldo.
Molto più vividi nella mia memoria sono rimasti i distributori automatici: acqua, succhi e soprattutto confezioni di pretzel o simil-pretzel a gogò, all’epoca in cui non stavano ancora per diventare un’arma impropria al servizio dei nemici di Bush. C’erano però delle leggende, tra i transfughi italiani, che da qualche parte, nei meandri di downtown (il centro), si nascondessero delle mirabolanti macchinette capaci di sfornare spaghetti al ragù.

Ora leggo che in Florida alcune scuole superiori – spinte sia dall’emergenza obesità che da quella di contenimento dei costi – avrebbero adottato delle nuove speciali vending machines capaci di distribuire dei veri, o così supposti, pasti e di vigilare in qualche modo sulla scelta degli alunni. Un po’ distributori automatici, un po’ mensa, un po’ nutrizionisti. Le macchine infatti consiglierebbero ai ragazzi, che utilizzano un codice personale per accedere agli alimenti, gli abbinamenti più sani, e permetterebbero nello stesso tempo ai genitori, attraverso la registrazione delle scelte compiute, di tenere sotto controllo la dieta dei figli. Inoltre aiuterebbero a smaltire le lunghe code che si formano alle casse della mensa, dirottando parte dei ragazzi sull’opzione automatica.

Ma gli effetti speciali non finiscono qui: le macchinette funzionerebbero anche da poliziotto scolastico, arginando i fenomeni di bullismo (espressi sotto forma di furto o estorsione del codice, e quindi del pasto, altrui) con delle videocamere che riprendono la faccia del ragazzo intento ad acquistare qualche prelibatezza gastronomica.

Insomma, in un solo dispositivo queste scuole sono riuscite ad amalgamare il peggio della modernità: omologazione e impoverimento culinario, paternalismo ipocrita mediato dalla tecnologia, controllo sociale.
E poi, da quel che mi è parso di capire, non fa neppure gli spaghetti.

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5 thoughts on “E il pranzo è servito…dal distributore automatico

  1. solo loro possono aver pensato una cosa del genere: distributori automatici di pasti per invogliare i ragazzi a mangiare bene. brrrrrrr mi spiace per gli americani, ma credo non ce la faranno mai, la loro è una lotta persa

  2. Be io ora mi trovo a Bournemouth in inghilterra per qualche giorno e da queste parti nella “sala” con sole macchine di distribuzione automatica ce n’e’ una formidabile! sfarna in tre minuti una porzione di patatine fritte….
    un saluto

    daniele

  3. qualcuno sa dove vendano queste macchine distributrici di patatine fritte?
    se sapete dove sono collocate riuscite a vedere come si chiama l’azienda che le distribuisce?di solito c’è scritto sopra…
    grazie mille

    martino

  4. Heya just wanted to give you a brief heads up and let
    you know a few of the pictures aren’t loading properly. I’m not sure why but
    I think its a linking issue. I’ve tried it in two different browsers and both show the same outcome.

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