Ciao, vado in ferie

Ci si risente, per chi c’è, ad agosto… ma con moderazione 🙂

ciao

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Chi cerca trova, e talvolta ruba

Facile come un gioco da ragazzi. Avevano le chiavi, i codici e le combinazioni delle cassette di sicurezza di Bigg City, un centro ricreativo di Colorado Springs (Colorado), forse grazie a una soffiata proveniente dall’interno, da qualche impiegato. Sta di fatto che per i due ladri, probabilmente due fuoriusciti della disneyana Banda Bassotti, era tutto calcolato nei minimi dettagli. O quasi.

In effetti, il tentativo di offuscare una videocamera con una bomboletta spray non è stato del tutto brillante; il liquido è colato più volte dall’occhio elettronico ottenendo l’effetto opposto di ripulire la lente e rendere più nitida l’immagine. In compenso i malviventi hanno ricoperto per benino un allarme antincendio, scambiato evidentemente per un’altra videospia. L’intoppo maggiore è arrivato però quando hanno provato ad aprire i lucchetti: 75 minuti di frustrazione registrata in diretta dalla videocamera tirata a lucido; 75 minuti in cui i due ladri, bardati di nero come due ninja, sono passati freneticamente da cassetta a cassetta, incapaci ad aprirne anche solo una.

Finché è arrivato il colpo di genio: uno dei due è entrato in una stanza e ha usato un computer per cercare la voce “come scassinare un deposito valori” su Google. Dopodiché è tornato all’attacco, questa volta vittorioso. I ladri se ne sono così andati con una playstation, un portatile e del denaro contante per un totale di 12 mila dollari. Oltre che con un’eterna ammirazione e gratitudine per il motore di ricerca di Brin e Page.

(La storia è segnalata da John Battelle)

PS: Sagace come sempre in questi casi, la polizia locale ha spiegato che non si tratta di un lavoro di professionisti. Certo che no. Non sanno che ormai siamo nell’era degli amatori?

Social network del mondo dei piĂą

Avvertenza: la lettura di questo post potrebbe richiedere l’ausilio di strumenti gesti e riti apotropaici.

E’ il social network definitivo. Ultimativo. Ultimate, all’inglese, è anche piĂą appropriato. La destinazione web finale. Nella recente esplosione di siti di socializzaizone di nicchia, nel furioso percorrere la ‘coda lunga’ fino alla sua estremitĂ , ecco infine la rete sociale per i defunti. O meglio, per la loro memoria. Ci hanno pensato quelli di Respectance, che hanno messo in piedi, va riconosciuto, un sito abbastanza sobrio, anche se la sfilata iniziale di lapidi in forma di foto con date di nascita e morte sovrascritte è francamente agghiacciante. Ma potrebbe essere solo questione di gusti…

Di questo sito ciò che mi ha colpito è comunque il sottotitolo “Condividi i tuoi ricordi”: usare un social network per mettere in comune memorie singole e collettive (non necessariamente necrologiche) potrebbe essere un’interessante applicazione futura di questo strumento, che oggi sembra essere schiacciato sul presente e sulla sua urgenza di “fare rete”.

Ma forse anche la teologia potrebbe trarre ispiraizone da Respectance e magari riformulare il Paradiso come un luminoso social network, privo di bachi di maniaci e di pubblicitĂ . Del resto, il soccorso ricevuto da Dante mentre si trovava a brancolare nel mezzo del cammin di sua vita non si è sviluppato attraverso tre donne paradisiache, la Madonna che contatta Lucia che contatta Beatrice…? Avranno usato l’instant messenger?