La rivolta dei geek contro Facebook

E’ stata la protesta delle tecno-star, la sollevazione dei geek, il gran rifiuto degli ‘smanettoni’. Comunque lo si chiami, è stato un fenomeno politico-sociale che non si vedeva da tempo. Numerosi esperti di tecnologia, dai fuori classe della programmazione ai guru della rete, dai giornalisti tech agli imprenditori della Silicon Valley, si sono mobilitati in modo energico, a volte eclatante, manco fossero attivisti di Greenpeace, accomunati da un solo obiettivo: attaccare Facebook. Non che mancassero le ragioni: mai come nelle ultime settimane il social network da 500 milioni di utenti si è tirato addosso tante critiche a causa della disinvoltura con cui gestisce le regole sulla privacy relative ai propri utenti. Ne hanno parlato tutti, a partire dai media, che finalmente hanno trovato la gallina dalle uova d’oro del giornalismo tecnologico, un servizio web noto ai più dove, volendo, si trova ogni giorno qualche fatto forzatamente notiziabile.

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