La banda larga non può aspettare

La banda larga è una necessità, dicono le imprese di Ict.
Ma per i cittadini è molto di più: l’accesso a internet veloce è un diritto.

Eppure sono tutti a parlare di digitale terrestre, pay tv, programmi oscurati. E questa classe politica proprio non aiuta.

Della banda larga e delle richieste di aziende e consumatori ne ho scritto in questi giorni su Corriere.it. E, ispirata da Edgar Morin, su Visionpost.

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Un ponte di bit per l’Africa

Un ‘ponte’ per l’Africa lungo 9900 km e immerso nell’oceano. Sebbene fatto solo di cavi, sarà comunque un passo importante per lo sviluppo infrastrutturale del Continente nero. Si tratta dell’East Africa Submarine Cable System, or ‘EASSy’, un sistema che collegherà il Sud Africa al Sudan, e su cui viaggierà l’internet veloce.Hai voglia di combattere il divario digitale con l’idea del laptop per tutti. Basti pensare che solo il 2,6 per cento degli africani è connesso a internet. E che il traffico di bit tra vicini quali Benin e Burkina Faso deve passare per Francia o Canada. Spesso poi email spedite tra due Isp dello stesso Paese devono andare prima all’estero e poi rientrare per la carenza di internet exchange points domestici.

Va bene che la rete ci piace stupida, ma non esageriamo…