Se le corna sono condivise online

Il web sociale e partecipativo di per sé non è sempre sinonimo di nobili sentimenti e azioni cristalline. A furia di smuovere le acque di internet, prima o poi, del torbido emerge. È il caso di CheatConfession.com, l’ultimo dei siti che sbattono in home le vicende personali e delicate dei loro utenti, pronti a confessarsi pubblicamente e senza remore grazie allo scudo dell’anonimato. In questo caso il tema centrale della piattaforma è il tradimento, vivisezionato in tutte le sue sfaccettature e considerato da diverse prospettive. In primo piano ci sono ovviamente mariti, mogli e partner infedeli, che possono confessare le proprie malefatte e togliersi un peso dalla coscienza.

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La rivolta dei geek contro Facebook

E’ stata la protesta delle tecno-star, la sollevazione dei geek, il gran rifiuto degli ‘smanettoni’. Comunque lo si chiami, è stato un fenomeno politico-sociale che non si vedeva da tempo. Numerosi esperti di tecnologia, dai fuori classe della programmazione ai guru della rete, dai giornalisti tech agli imprenditori della Silicon Valley, si sono mobilitati in modo energico, a volte eclatante, manco fossero attivisti di Greenpeace, accomunati da un solo obiettivo: attaccare Facebook. Non che mancassero le ragioni: mai come nelle ultime settimane il social network da 500 milioni di utenti si è tirato addosso tante critiche a causa della disinvoltura con cui gestisce le regole sulla privacy relative ai propri utenti. Ne hanno parlato tutti, a partire dai media, che finalmente hanno trovato la gallina dalle uova d’oro del giornalismo tecnologico, un servizio web noto ai più dove, volendo, si trova ogni giorno qualche fatto forzatamente notiziabile.

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Social network di nicchia

Sebbene siano in continua crescita, anche piattaforme come Facebook o MySpace possono venire a noia. Troppo popolari, generaliste, indifferenziate. Gli utenti di social network che siano stufi del solito trantran di amicizie, attività, aggiornamenti e poke possono dunque provare servizi online più di nicchia. Dove la teoria della coda lunga di Chris Anderson viene applicata al vivace mondo delle reti sociali. Il magazine online Networkworld ha passato in rassegna  i social network più strani o specifici

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Se il tweet arriva da una mucca

Più che un fenomeno sociale, sta diventando una vera mania. Cinguettano le aziende, cinguetta il presidente del Venezuela Hugo Chavez – che, oltre ad aver assunto 200 persone per gestire il suo account, ha appena annunciato con un tweet di aver firmato un succoso accordo con imprese petrolifere straniere – cinguettano star e starlette, Barack Obama e Britney Spears, Laura Pausini e Demi Moore. Oltre naturalmente a milioni di cybernauti, che producono 1,8 milioni di messaggi all’ora. Ma, come se non fosse un luogo già abbastanza affollato, su Twitter – il sito di microblogging che ha inaugurato l’era degli aggiornamenti in tempo reale – si stanno affacciando nuovi utenti.

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L’irresistibile ascesa del gossip

Una volta c’era il pettegolezzo tra amiche. “Quello? C’è uscita Sonia l’anno scorso, un deficiente”. E generalmente la questione lì finiva, con una delle due donne un po’ delusa e l’altra soddisfatta di aver assolto al proprio compito di informatrice. E’ vero che a volte qualched’una, cadendo nell’insano spirito di competizione femminile, era spinta a provarci da quegli stessi avvertimenti. Ma, nel caso, tanto meglio per il maschio di turno.
D’altro canto la calunnia, come sottospecie del gossip, è un “venticello/un’auretta assai gentile” che come ben sapeva Rossini spira dolcemente diffondendosi in un battibaleno. Ma che dire del pettegolezzo potenziato dagli strumenti di comunicazione di massa?

Don’t Date Him Girl, il sito in cui donne inviperite possono riversare la loro bile (e il cielo solo sa quanta a volte ce ne sia da riversare) sugli ex, svergognandoli pubblicamente e mettendo in piazza le loro malefatte difetti o mancanze, continua la sua marcia verso il successo. Né i tribunali sembrano in grado, finora, di riuscire ad arginarlo.
Ne parlo oggi anche qui.

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Spie, terrorismo, sms e MySpace

Bisogna stare attenti con i blog. E ancora di più con i siti di social networking.

Una quattordicenne della California ha infatti avuto la malaugurata idea di mettere, sulla sua pagina personale di MySpace, una foto dell’attuale presidente americano con sopra la scritta ‘Kill Bush’.  E’ vero che poi ci ha ripensato – forse scoprendo che poteva costituire un reato federale – ma i servizi segreti sono stati più veloci, e non si sono fatti sfuggire la minacciosa paginetta dell’adolescente.  La ragazza, Julia Wilson per la cronaca, ha dunque ricevuto, mentre si trovava a scuola, la visita di due agenti che l’hanno interrogata senza la presenza dei genitori,  e con modi piuttosto duri.

Ora io mi domando:  l’episodio nasce dall’ossessione americana per i nemici di Bush o da quella per il sito di Murdoch?

E soprattutto: davvero la madre, dopo aver aperto la porta di casa ai due agenti che cercavano la ragazza, in quel momento a scuola, ha mandato alla figlia un sms?
E davvero questo diceva: “Ci sono due uomini dei servizi segreti che ti vogliono parlare. Pare che tu abbia minacciato di morte il presidente Bush”?

Scusate, ma come sms è strepitoso… Gli americani non finiranno mai di stupirmi…